di Luigi Rapisarda 

 

Si sta creando molta confusione attorno alla manifestazione di domani.

Si registrano miriadi di adesioni nel segno di linee contrapposte, e talvolta incompatibili.

Tra le diverse dichiarazioni, talora di segno opposto, registriamo la dichiarazione di Lucio D’Ubaldo a nome dei cattolici democratici (Andc)con cui fa luce sulla tanta confusione creatasi - attorno alla manifestazione di domani - sull’idea di un Europa, che secondo talune dichiarazioni di adesione, deve restare serva e inerme (tra cui appunto quella di Riccardi della Comunità di Sant’Egidio e della Schelin del Pd) e secondo altri deve privilegiare, anche a costo di una consistente riduzione delle politiche di welfare, un massiccio riarmo degli Stati nazionali.

Incredibilmente colpisce a tutt’oggi, il persistente silenzio da parte della nuova Dc - organica alla coalizione di maggioranza, soverchiata dalle palesi ambiguità delle due destre - su quale Europa intende perseguire il proprio impegno politico.

Mentre si continuano a registrare adesioni nel segno di visioni contrapposte, e talvolta incompatibili.

Tutti dicono di andare in nome di un’Europa di valori.

Ma ogni forza politica, sindacale, o associazione che sia, ha i suoi.

Non si capisce bene, poi, se c’è sullo sfondo una condivisa difesa dell’Occidente.

Non è da escludere che non si siano incuneate adesioni nell’idea di un’Europa nutrice di revanscismi e nazionalismi incontrollati, tanto cara a certe destre.

Nessuno cita con forza il Manifesto di Ventotene, ne’ si riscontrano dichiarazioni( a parte l’Ansa dell’ Andc e di Tempi nuovi) nel segno della promozione e del perseguimento  dell’idea di un'Europa come immaginata da De Gasperi, Schuman, Monnet, Adenauer.

Insomma anche i promotori (Repubblica e Serra)chiariscano bene per quale Europa si andrà in piazza.