IL POPOLO

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L’annuale assemblea ordinaria sociale dell’Avulss dell’Alto Garda e Ledro, convocata per approvare il rendiconto 2024 e il bilancio preventivo 2025, è stata “un’occasione d’incontro, un modo per conoscersi e far conoscere i nostri servizi, che sono variegati”. Così Michela Zambotti, presidente dell’associazione per il volontariato socio-sanitario, nella relazione che ha svolto a Varone di Riva del Garda, nella sala del dialogo escogitata dal padri missionari Verbiti.
Il contrasto tra i partiti di maggioranza a livello nazionale ha raggiunto il calor bianco. Ho scritto in un twitt: Lega sotto attacco. Per alcuni di Fratelli d’Italia, Salvini sarebbe un “ bimbominchia”; per Taiani, dopo la polemica con la Lega, “un partito di quaquaraquà populisti”. Quanto potrà durare questa difficile convivenza politica ? È vero che la gestione del potere fa aggio su molte altre considerazioni, ma, a furia di tirare, la corda si spezza e l’Italia non può continuare a ballare con tre politiche estere diverse, due delle quali alternative: Meloni con Trump e Salvini con Putin.
Si celebra quest’anno il 50° del Movimento per la vita e il 40° del Centro di aiuto alla vita, per cui si pensa di invitare nell’Alto Garda trentino a maggio il dottor Pino Morandini. Mirta Romani, presidente del sodalizio rivano, ricorda che “la nostra patrona è santa Teresa di Calcutta” ed invita a rimanere nello spirito delle origini aiutando le madri in difficoltà. Lo scorso anno – ricorda - si sono seguiti cinque casi, con un aiuto mensile (non solo alle partorienti ma anche nei primi mesi di vita del bambino) e la fornitura in un caso di un costoso latte antirigurgito. Sono nati due bambini seguiti dal Centro, mentre attualmente il sodalizio ha in carico tre mamme. Aiuti straordinari vengono forniti in sinergia con le Caritas locali.
Dalla fine del 2016 la cooperativa sociale “Dal Barba” è a servizio della comunità della Vallagarina. Si tratta di un’innovativa realtà imprenditoriale e sociale che formula i propri progetti e fonda le sue azioni su un obiettivo: sostenere, attraverso la ristorazione, l’inclusione economica e sociale di giovani con disturbi del neurosviluppo e di persone vulnerabili che hanno bisogno di ritrovare una propria dimensione lavorativa, valorizzando al tempo stesso il radicamento nel territorio e la presenza attiva e aperta alla comunità. “La visione che orienta le attività della cooperativa - ci dice uno dei responsabili - è la promozione nella comunità locale di una cultura della coesistenza quotidiana, positiva e solidale, nella diversità di caratteristiche di cui ciascuno è portatore”.
A Trento non è stato ancora individuato il candidato del centrodestra, a riprova delle difficoltà nel contrastare la candidatura di Franco Ianeselli, che è il sindaco uscente. In questo contesto l’accoglimento del ricorso per lo spostamento della consultazione all’autunno non potrebbe che essere accolto con favore dalla DC trentina. Nel frattempo l’ingegner Vito Bertè, segretario politico della locale sezione, si è confrontato con Paolo Zanlucchi, esponente dell’UdC chiaramente orientato a confermare un impegno nella coalizione di centrodestra, previo accordo al tavolo di coalizione nel quale chiarire in modo formale anche gli aspetti economici della prossima campagna elettorale.
Durante il pranzo sociale svoltosi, come di consueto, presso l’Hotel Adige di Mattarello, (iniziativa sempre molto apprezzata dagli iscritti), la direzione provinciale della DC ha brevemente relazionato sulla situazione politica nazionale e sugli sviluppi recenti del partito. L’obiettivo principale che ci si è dati nell’occasione è quello di una sorta di Congresso delle regioni del nord, della cui organizzazione si sono fatti carico Carmagnola e un rappresentante di Bergamo. A margine dell’incontro è stato distribuito in anteprima il libro d’interviste, fresco di stampa, dal titolo “Qualcuno era democristiano”. Un incontro di presentazione di questo volume è prevista a Bassano del Grappa con la presenza di Pierluigi Castagnetti, già membro del Parlamento europeo.
La rinnovata sala trentina della Cooperazione, in via Segantini, ha ospitato in questi giorni – per iniziativa di Comunione e liberazione del capoluogo e del centro culturale “Il mosaico” - un incontro di presentazione del libro di don Luigi Giussani “Una rivoluzione di sé”, curato da Davide Prosperi ed edito dalla milanese Rizzoli. Il volume raccoglie, per la prima volta, le trascrizioni delle lezioni tenute da don Giussani ai giovani del Centro Péguy dal 1968 al 1970, nell’arco di tre anni di incontri e riflessioni intorno a un’ intuizione che sarà gravida di conseguenze: che solo nella comunione cristiana possiamo sperimentare la liberazione, cioè l’avvento di un mondo più umano.
“Quella della Strenna – spiega il suo direttore – è una storia semplice ma preziosa che va avanti da 120 anni. Questo strumento storico, cui molte persone sono legate, è il regalo per eccellenza che entra nelle case trentine in periodo natalizio”. I numeri precedenti – o almeno le copertine – sono disponibili in formato digitale, mentre già nel 1995 usciva, per impulso di mons. Armando Costa e a cura di Alessandro Osele, noto e stimato bibliotecario, l’indice delle annate dal 1921. Alla redazione dell’annuario collaborano storici locali, docenti universitari, giornalisti, semplici appassionati di cose locali e persino il vescovo emerito mons. Luigi Bressan. Un centinaio sono i collaboratori e una platea i fedeli lettori.
Sabato 14 dicembre si è spento, nella sua abitazione di Nociglia, Giacinto Urso, storico esponente della DC salentina. Aveva appena compiuto 99 anni il 12 giugno scorso. Fu Deputato della Democrazia cristiana per cinque legislature (dal 1963 al 1983), sottosegretario alla pubblica istruzione per due volte (dal 1974 al 1976 e dal 1978 al 1983), e anche presidente della Provincia di Lecce dal 1985 al 1990. Il Popolo desidera ricordarlo con la lettera che ha inviato ai suoi amici in occasione del suo 99 compleanno. È una lezione di etica, un insegnamento profondo che merita di essere diffuso verso i più giovani.
Mala tempora currunt”. Nell’amarezza dei tempi presenti è dolce rifugiarsi nel passato. Ecco, all’auditorium del Conservatorio di Riva, la presentazione in forma di spettacolo del volume “La dolce Riva nel cuore”, ricorrente amarcord gardesano edito ancora dall’associazione Altogarda Cultura. Sottotitolo: “Dagli anni Trenta al Duemila”. Il riferimento di questo che è ormai una sorta di marchio editoriale è alla Dolce vita felliniana, per la terza volta accostata – si è detto – a una città, Riva, che “in quei decenni magici è stata un caleidoscopio di storie belle e coinvolgenti”. “Riva – si dice convinto l’autore – è ricca di storie, forse come nessun altra città”. Chiaramente, più che lo storico qui parla l’innamorato, il rivano “de zòca”.