IL POPOLO

Cultura

A distanza di otto anni dall’invito alla conversione ad un’ecologia integrale, rivolto con la Laudato Si’ da Papa Francesco a tutti gli uomini, lo scorso quattro ottobre è stata pubblicata l’esortazione apostolica Laudate deum, che, nel rappresentare lo stato dell’arte e con esso le persistenti e diffuse resistenze ad accogliere quell’invito, si spinge anche a rilevare una positiva applicazione del principio di sussidiarietà al rapporto globale-locale (n. 37); a segnalare i positivi effetti a medio termine della globalizzazione in quanto a dinamiche virtuose di integrazione tra i popoli in conseguenza della diffusione di scambi culturali spontanei e migliore conoscenza reciproca; infine, ad evidenziare l’esigenza di una maggiore democratizzazione nella sfera globale per occuparsi dei diritti di tutti e non solo di quelli dei più forti (n. 43).
Si incontrarono (e fu l’unica volta) in Versilia ad inizio secolo, nella villa del poeta abruzzese. Umberto Saba aveva vent’anni, Gabriele d’Annunzio quaranta. Mezzano dell’incontro fu Gabriellino, figlio primogenito di d’Annunzio che allora abitava, come Saba, a Firenze. Il Vate, ancor giovane allora, aveva un sorriso affascinante. Parlava poco e lasciava, senza sforzo, questa cura agli altri. Ascoltava musica di Wagner suonata alla pianola e lavorava ad un saggio commemorativo del Giacosa: non perché ne fosse convinto davvero, ma per la sua amicizia con lo scrittore da poco defunto, per far cosa grata alla vedova e per i soliti motivi venali.
La Biblioteca Gian Domenico Romagnosi di Salsomaggiore Terme occupa dal 31 ottobre 1998 un’area dello storico edificio del Grand Hôtel des Thermes, progettato nel 1898 su commissione della Società Magnaghi & C. dall’architetto milanese Luigi Broggi (1851-1926) e inaugurato nel 1901. La conduzione dell’hotel venne inizialmente affidata a Cesare Ritz e al barone Pfyffer, due noti imprenditori alberghieri già proprietari di prestigiosi hotel in varie località mondane europee, il che contribuì a richiamare a Salsomaggiore una clientela d’élite di livello internazionale.
Il 12 luglio scorso, nella prestigiosa Sala della Regina della Camera dei Deputati il Ministro Valditara ha illustrato i risultati delle prove Invalsi 2023. Leggendo i dati Invalsi si ricava che: “Metà dei giovani che termina le superiori non è in grado di comprendere quel che legge”. Il dato riporta anche una discriminante territoriale, per cui alcune regioni del Sud e delle isole (Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) presentano delle criticità maggiori rispetto al resto del Paese. In controtendenza, le regioni Abruzzo, Molise, Campania e Puglia, che fanno apprezzare un lieve miglioramento rispetto ai dati precedenti.
Graziano Cosner è trentino, anzi primierotto. Come Renzo Gubert, come i Valline, come il “Paradiso 49” della Lubich. L’incantatore di brente, come ama definirsi sui social, dalla voce suadente è stato comandato ad Abano Terme, dove già aveva presentato il primo album illustrato per anziani (o “grandi adulti”) pubblicato in Italia. Ed ora egli conclude la sesta edizione di LibriAbano – una rassegna non più solo al femminile - nel giardino di Villa Bassi introducendo Manuela Faccon e il suo “Vicolo Sant’Andrea 9”.
Due elementi inducono a ritenere che due sacerdoti trentini abbiano attinto alla dottrina riformatrice sia ecclesiale che civile del beato Antonio Rosmini: don Lorenzo Guetti senior e suo nipote don Lorenzo Guetti, benemerito fondatore della Cooperazione Trentina. Il primo afferma: «Ho conosciuto il chiarissimo Antonio Rosmini in occasione soltanto d’un incontro avuto a Capriana in visita della Lazzeri». Di questa, serva di Dio, è in corso la causa di beatificazione. Don Lorenzo, proseguendo, loda «la sua tranquillissima sottomissione nell’affare delle 5 piaghe della Chiesa». Il secondo non ha conosciuto Rosmini, ma da un suo scritto possiamo ipotizzarne una conoscenza, almeno parziale, o tramite lo zio, oppure anche dopo aver letto qualche parte del capitolo sulla prima piaga.
Il 22 maggio 2023, 150° dalla morte di Alessandro Manzoni, ha risvegliato ovunque l’attenzione sul grande autore de I Promessi sposi e degli altri suoi scritti. Pochi forsi sanno che Alessandro Manzoni fu «amico e figlio spirituale» di Antonio Rosmini. Era ascritto all’Istituto della Carità. Riguardo all’amicizia merita un’attenzione lo studio di Rita Zama, dell’Università Cattolica. Il suo contributo “L’amicizia fra Manzoni e Rosmini” appare nel n. 237 della Rivista Communio: “Parlare dell’amicizia fra Alessandro Manzoni e Antonio Rosmini è molto più che raccontare una vicenda storica: è entrare nel cuore pulsante dell’Ottocento, un cuore che, per tanti suoi aspetti, non ha smesso di battere e, anzi, può ancora irrorare il nostro presente con la sua vitalità, il suo colore e le sue intuizioni”. (Ivi, pag. 62). Per visualizzare i due amici spirituali, uniti in Cristo, padre Clemente Rebora ha suggerito: “Duplice fiamma in un unico vertice”.
La lingua italiana è soggetta, come ogni altra, a continue trasformazioni connesse ai mutamenti che intervengono all'interno della società e quindi al variare dei costumi e dei modelli di comportamento. I fattori di cambiamento di una lingua sono molteplici, tra di essi due appaiono di particolare rilievo soprattutto in questi ultimi decenni.
Se non ho capito male, ci dà questo consiglio:“Ora certo non stiamo gareggiando perché io voglio risultino vincenti le mie affermazioni e tu le tue, ma credo noi due dobbiamo lottare insieme in favore della pura verità” Platone (Filebo). Queste pensiero ci fa venire in mente l’insegnamento che leggiamo nell’enciclica “Pacem in terris” di Giovanni XXIII – di cui quest’anno ricorre il 60esimo anniversario della pubblicazione – nella ricerca della verità della fede e della morale valida nei rapporti umani nell’ordine temporale (cfr. https://www.ilpopolo.cloud/chiesa/1130-60-fa-la-pacem-in-terris-di-papa-giovanni-xxiii.html)
Giuda compie il tradimento di Cristo, atto necessario per volontà soprannaturale, alla salvezza dell’umanità intera e non può ottenere perdono. Inevitabile il paragone col tradimento di Pietro. Il quale non solo viene perdonato ma viene scelto da Gesù stesso per il compito più importante: quello di Capo della Chiesa, il massimo rappresentante della comunità nella quale Cristo continua a vivere nel mondo.