IL POPOLO

Editoriali

Gli organi di stampa informano che ''E' stata raggiunta un'intesa con Lorenzo Cesa e Antonio De Poli, per riunificare i due partiti democristiani del centrodestra", l'Udc e 'Verde è Popolare', dice Rotondi. Ci sarà dunque una neo formazione politica di stampo centrista con un nuovo simbolo? ''L'ipotesi più gettonata - replica Rotondi - è riassumere la denominazione Democrazia cristiana in modo da coinvolgere anche i numerosi partiti che negli ultimi anni hanno provato a riattivare la Dc storica". Il Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana ha così commentato.
La decisione quasi unanime del Consiglio Nazionale della DC del 1994 di chiudere l’esperienza del partito per aprire un partito nuovo, il Partito Popolare Italiano, che assorbiva in parte la classe dirigente della DC che lo desiderava, aveva cambiato il quadro politico. Pareva ripetersi in direzione opposta quanto verificatosi con la nascita della DC nel 1943, che aveva assorbito una parte del PPI fondato nel 1919 da don Luigi Sturzo ed altre otto persone e che aveva cessato l’attività nel 1926, ma con Popolari che intendevano ricostituirlo dopo la parentesi fascista.
Il giorno 23 del mese di febbraio dell'anno 2023 si è riunito in seconda convocazione presso l'auditorium di Piazza in Lucina in Roma il Consiglio Nazionale della Demcorazia Cristiana convocato dal Presidente sen. Renzo Giubert. Dopo i saluti di rito, ha preso la parola il Segretario politico nazionale dott. Renato Grassi che ha proposto una articolata relazione suffermandosi su alcuni temi: gli adempimenti e le proposte programmatiche in preparazione del Congresso nazionale del Partito e una riflessione sulle recenti elezioni in Lombardia e nel Lazio.
Ha avuto luogo a Roma, presso l'Istituto Sturzo il giorno 15 febbraio 2023 su invito del Bureau dell'Internazionale Democristiana l'incontro dei rappresentanti dei partiti e delle associazioni che si ispirano ai valori e agli ideali della Democrazia Cristiana. Alla luce dello scenario politico italiano ed europeo i convenuti hanno esaminato l'ipotesi di un comune percorso politico ed elettorale per la costituzione di una formazione partitica unitaria. La nuova formazione politica ipotizzata avrà la denominazione "Democrazia Cristiana" e il simbolo "scudo Crociato su sfondo blu con la scritta Libertàs" e si articolerà su una struttura democratica, plurale e aperta ai processi evolutivi di una società in continua trasformazione.
La netta vittoria della coalizione di centrodestra a guida meloniana e la totale debacle di tutta l’area delle forze di centrosinistra, mentre ci impongono, ovviamente non in questa sede, il cui focus è altro, una seria e profonda riflessione su due degli aspetti più eclatanti di questa competizione elettorale, che ha riguardato il rinnovo dei consigli regionali di Lazio e Lombardia e i rispettivi governatori, ossia la totale assenza di progetti credibili e l’incontenibile ostilità tra le forze dell’attuale opposizione, e l’abissale disaffezione dell’elettorato, giunto ad una percentuale di astensione di oltre il 60 per cento, rende, quanto mai urgente, l’avvio di un processo di ricomposizione dell’area popolare, cattolico democratica e sociale come risposta credibile al vuoto di idee e progetti e alla ulteriore accentuazione della polarizzazione delle forze politiche in campo.
Il Tribunale di sorveglianza di Palermo ha dichiarato “estinta” la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro, che già nel settembre scorso aveva ottenuto la riabilitazione da due condanne subite. I componenti della Segreteria Nazionale e tutti i Dirigenti e Militanti della Democrazia Cristiana esprimono il più vivo compiacimento per il provvedimento che restituisce al Commissario regionale del Partito Totò Cuffaro piena agibilità politica e professionale. Una decisione che ridona integrità a un percorso politico e umano certamente travagliato e che nel contempo riconosce in Toto' la volontà di testimoniare con l'operato attuale i valori ispiratori del suo impegno di servizio verso la comunità e le istituzioni pubbliche. La Democrazia Cristiana tutta conferma l'apprezzamento e il sostegno ad ogni ulteriore iniziativa di Toto' Cuffaro, nell'auspicio che il progetto di rinascita della Democrazia Cristiana.
L'europarlamentare Francesca Donato ha scelto di entrare nella Democrazia Cristiana. Al Parlamento Europeo è attualmente membro titolare della Commissione PETI (petizioni) e sostituta in Commissione ITRE (Industria, ricerca ed energia) e nella Commissione speciale COVI (che rivaluta le politiche europee adottate per far fronte alla pandemia da Covid-19). Inoltre è membro della Delegazione parlamentare per i rapporti con la Penisola Coreana.
Come deve orientarsi la riattivata Democrazia Cristiana? Sciogliersi per un nuovo partito o dimostrare la sua utilità nel porre parziale rimedio alla diaspora politica dei cristiani? E’ nostra responsabilità rimuovere gli ostacoli che possono fare della DC la casa di tutti coloro che condividono tale ispirazione, come già lo è stata negli anni di Sturzo, di Degasperi, di Moro, di Fanfani, come anche quelli di Piccoli, di Forlani, di Rumor, di Donat Cattin, di Zaccagnini, di Martinazzoli e di molti altri. E’ nostra responsabilità rimuovere gli ostacoli.
Nel rispetto delle indicazioni della Direzione Nazionale,la Democrazia Cristiana nel Lazio ha scelto, dopo aver constatato l’impossibilità di soluzioni diverse, di appoggiare la lista civica “Francesco Rocca Presidente” sia nella Provincia di Roma che in quella di Latina. In tali liste si presentano a Roma e Provincia GIORGIO HELLER E DANIELA TIBURZI. Nella Provincia di Latina ANTONIO COSTANZI E LUCIA MATITA. Il pieno successo dei nostri candidati passa dall’impegno di ognuno di noi sul territorio : i voti si guadagnano uno ad uno e nulla va lasciato al caso.
Cambia la società e con essa cambiano anche i partiti. Quando le decisioni di tipo politico erano di competenza del re o del principe o dell’imperatore o del Papa, coloro che pensavano di avere potere di influenza si schieravano per persone, spesso con quelle che ricoprivano un ruolo. E così gli schieramenti erano diventati nel Medio Evo tra guelfi e ghibellini o tra principi, tra dinastie. Rincorriamo spezzoni di ex democratici cristiani che non apprezzano più l’appartenenza alla Democrazia Cristiana? Sono certo nostri interlocutori privilegiati, ma non siamo convinti che dobbiamo ricongelare la DC o definitivamente seppellirla pur di ristabilire una qualche forma di collaborazione.