IL POPOLO

Editoriali

Le vicende storiche sono state complicate, ma ora si è giunti a una chiarificazione. Il Congresso prossimo potrà assumere le necessarie determinazioni per la riattivazione dell’appartenenza della DC al PPE, anche in vista delle prossime elezioni europee del 2024, che dovranno vedere il PPE confermato come prima forza politica del Parlamento Europeo. E il PPE potrà riconoscere una presenza che vanta un ruolo primario nella costruzione europea.
Spesso si propone l’introduzione di sistemi presidenziali con l’intento di rendere la democrazia “decidente”. Queste posizioni non tengono conto che l’efficienza decisionale si misura non solo in base al tempo impiegato per decidere, ma anche al tempo necessario per attuare le decisioni. Un partito di ispirazione cristiana, come la DC, non può che essere a favore di istituzioni che realizzino democrazia partecipata, l’opposto del populismo che magnifica la democrazia diretta. Non a caso così decisero i democratici cristiani quando elaborarono e approvarono l’attuale Costituzione.
Tra gli impegni della maggioranza di governo v’è l’attuazione del disposto costituzionale che rende possibile un aumento delle competenze regionali per le Regioni che lo richiedano, previa negoziazione delle condizioni fra Stato e Regione richiedente. Alcune Regioni da tempo hanno già chiesto allo Stato di iniziare tale negoziazione, talune, come Lombardia e Veneto, anche con il sostegno ampio di un referendum popolare. Il problema politico sta nel far sì che non crescano gli squilibri territoriali, trovando soluzioni di transizione che non violi l’obiettivo di uguaglianza delle opportunità fra territori.
La transizione energetica necessita grandi investimenti e grandi sacrifici pubblici e privati. Gianfranco Rotondi ha affrontato la questione a modo suo, come sempre, tra il serio ed il faceto (di più) e, soprattutto, l'ha strumentalizzata seguendo il canovaccio abituale di quando si propone come erede prediletto ed autoproclamato della Democrazia Cristiana. Quello che non ci può stare è assistere ancora una volta allo scempio che si fa dello storico simbolo della DC. Che c'entra "Verde è popolare" con la Democrazia Cristiana?
Cent’anni fa, nel luglio del 1923, don Luigi Sturzo si dimetteva da segretario politico del Partito Popolare. Al congresso di Torino, nell’ultimo discorso ufficiale pronunciato come segretario, aveva rivendicato la ragion d’essere del partito popolare affermando: “Ci sentiamo di non aver finita la nostra giornata politica” e “Mai come ora ci sentiamo popolari”. Alla fine di luglio, nonostante l’opposizione dei popolari, viene approvata la legge Acerbo, che riforma la legislazione elettorale in Italia (in novembre la approverà anche il Senato). In agosto venne ucciso don Giovanni Minzoni, parroco di Argenta. “Il mondo cattolico – nota la Fanello Marcucci – si trovò diviso su questo drammatico avvenimento”. A ottobre Il Popolo, giornale fondato da Giuseppe Donati, diventerà l’organo ufficiale del Partito popolare: “era il traguardo – rileva la Fanello Marcucci - per il quale tante volte Attilio Piccioni e gli esponenti della sinistra si erano battuti”
È giunta, improvvisa, con grande dolore la notizia della morte dell’amico Alberto. Alle prime luci dell’alba del 12 dicembre 2022 è tornato alla Casa del Padre. È stato un combattente libero e forte, sempre fedele ai valori democratico cristiani e popolari. Se ne va una straordinaria figura che ha contribuito in maniera decisiva alla storia della Democrazia Cristiana e alle vicende avviate nel 2012. Fu uomo buono e generoso che non si è mai sottratto a sostenere, anche con gesti personali, chi si trovava nel bisogno. Alla sua gentile consorte, signora Irene, ai Figli, alla sorella Domitilla e agli amati Nipoti giungano le espressioni del più profondo cordoglio e la partecipazione commossa al loro dolore.
Si é recentemente tenuto a Samarcanda, nell’Uzbekistan, un vertice dell’Organizzazione degli Stati turcofoni che è passato quasi sotto silenzio, dato l’affollamento, in questo periodo, di numerosi consessi internazionali. Si tratta di qualcosa di molto importante per l’attivismo della Turchia che aspira ad emergere come nuova media potenza mondiale e per il palese interesse degli Stati turcofoni centroasiatici, costituitisi dopo il distacco dall’ex Unione sovietica. Si tratta, oltre alla Turchia, di Uzbekistan, Azerbaigian, Kirghizistan, Kazakistan (tutti Paesi di transito della Via della Seta), cui si sono aggiunti, come osservatori, il Turkmenistan e l’Ungheria.
Il 28 ottobre 1922 segna una data storicamente memorabile. Da quella data fatale, dovuta all'incapacità dei partiti di allora, ai timori del Re per la sua dinastia, alle esitazioni dell'esercito di fronte alla violenza fascista, derivarono, in gran parte le tragedie del XX secolo, indubbia conseguenza funesta dei nazionalismi e delle visioni imperiali dell’epoca. È trascorso ormai un secolo e centinaia di milioni di persone sono morte per guerre inutili. I rancori e i ricordi, purtroppo, sono ancora vivi tra noi e la guerra civile tra il 1943 e il 1945, con i suoi strascichi successivi, ha scavato un solco profondo tra le generazioni. Ma è trascorso troppo tempo da allora e il mondo non è più quello di prima.
La riunione del Consiglio nazionale è l’occasione più adatta per il confronto delle diverse valutazioni, evitando asprezze non consone allo spirito che deve animare coloro che si sono impegnati nella riattivazione del partito in nome dei valori e dei principi che derivano dall’umanesimo cristianamente ispirato.
A chiusura dei lavori il Consiglio nazionle ha approvato la relazione del Segretario Nazionale e ha stabilito che il XX Congresso del Partito si terrà sabato 4 e domenica 5 marzo. Si terranno le assemblee precongressuali provinciali e regionale a gennaio e febbraio. Per quanti interessati a partecipare alle varie fasi del Congresso vi e’ la possibilità di iscriversi sino alla fine dell’anno. Portiamo nuovi iscritti alla Dc, coinvolgendoli in un congresso che rilancerà il Partito in modo definitivo!