IL POPOLO

Editoriali

In questo 27 gennaio, Giornata della Momoria, aiutati anche dalla programmazione di Radio e TV, tornano alla mente i volti dei bambini ebrei che furono deportati ad Auschwitz e che mai tornarono a casa, i roghi dei libri del '33 e i rastrellamenti nei Ghetti europei. Tutto aiuta a non dimenticare uno dei periodi più bui della Storia e i milioni di vittime e la follia umana. La cosa più importante che dobbiamo imparare oggi è non dimenticare per tramandare a coloro che verranno dopo di noi ciò che è accaduto durante la Seconda Guerra mondiale. Per essere certi che la pagina più buia dell’umanità non abbia a ripetersi.
Sì, sono appena quattro gatti quelli che decidono dell’elezione del Presidente della Repubblica. Non i mille e passa “grandi elettori”, peones di lusso. Solo quattro: Letta, Salvini, Conte e Renzi. La politica è morta, passando da un fallimento a un altro. I partiti sono divisi, le correnti si sprecano. Siamo quasi agli sgoccioli delle votazioni e ancora non è chiaro che cosa voglia la politica da questa esangue Repubblica. O meglio, si capisce a chiare lettere. Vogliono riappropriarsi di ciò che hanno perduto: il potere, l’importanza, la credibilità, la fiducia degli elettori (quelli veri).
Il Popolo, nell’intento di allargare il raggio dell’informazione sulle attività territoriali del partito e rendere più capillare la comunicazione riguardo alle diverse iniziative ed azioni, che pur nella loro specificità non sono mai disgiunte dai comuni obiettivi nazionali, mette a disposizione dei lettori una nuova rubrica denominata “Territori”. Ciascun distretto può avvalersene per rendere più agevolmente conoscibili iniziative ed attività dei diversi organismi territoriali. Tale ulteriore fonte informativa non può che tradursi in pregevole arricchimento, non solo per ciascuna realtà locale, ma anche per la più completa conoscenza della vita del partito.
18 gennaio 1919. Mentre nella reggia di Versailles prendevano avvio i lavori della Conferenza di pace per porre fine alla Grande Guerra che aveva provocato milioni di vittime, a Roma, presso l’albergo Santa Chiara, la Commissione provvisoria del Partito Popolare Italiano con il segretario politico don Luigi Sturzo diffondeva il suo celebre appello ai «liberi e forti», rivolto a «uomini moralmente liberi e socialmente evoluti» pronti a sostenere un progetto per l’Italia del primo dopoguerra. «A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello ....».
La Democrazia Cristiana partecipa al dolore per la scomparsa prematura di David Sassoli, presidente italiano del Parlamento europeo dal 2019. Nel suo breve mandato ai vertici dell'UE ha dimostrato straordinarie doti di equilibrio e la volontà di far tornare l'Unione europea ai principi dei padri fondatori. Condoglianze vivissime alla sua famiglia, ai suoi amici e colleghi del Parlamento europeo.
Dopo l’avvento di Draghi i partiti politici si sono ridotti a delle ombre. I loro leader sono schiacciati dalla distanza siderale che li separa dall’attuale Presidente del Consiglio. Da un certo punto di vista è un bene. Il prossimo mese di febbraio ci darà delle risposte sconcertanti. Un Parlamento imbelle e lacerato da divisioni e preoccupazioni elettorali, che non corrisponde più all’opinione di coloro che l’hanno eletto, si accinge a nominare un nuovo Presidente che durerà altri sette anni e governerà, in senso lato, su un Parlamento completamente diverso. Questa è una stortura non accettabile.
Il giorno 15 dicembre 2021 alle ore 10,30 presso l’Auditorium di S. Lorenzo in Lucina in Roma - via S. Lorenzo in Lucina n.16/a in seconda convocazione, il Presidente del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana, sen. Renzo Gubert ha aperto i lavori del Consiglio Nazionale DC che avvia - di fatto - la fase preparatoria del XX Congresso Nazionale. Dopo alcune parole di saluto, ha invitato il Segretario nazionale del Partito, dott. Renato Grassi a pronunciare la Relazione introduttiva. Questo il testo integrale.
Se davvero i prossimi mesi saranno cruciali per capire il trend economico, nel segno di una più salda stabilizzazione, non vediamo al momento misure efficienti capaci di arginare la tendenziale stasi occupazionale, oltre al fenomeno tutto italiano della scarsa attrazione del lavoro su tanti precettori del reddito di cittadinanza che non richiede alcuna prestazione in cambio. Per questo non possiamo abdicare al dovere di mettere in campo tutte le nostre energie, in difesa dello stato di diritto e della Costituzione, affinché non si esponga il paese a svolte insidiose per la sua tenuta democratica.
Apprendo, non senza un pizzico di malinconia, che si sono aperte le prove di formazione del nuovo centro della politica italiana. “Verde è popolare” di Gianfranco Rotondi; l’UDC di Cesa; “Noi di Centro” di Clemente Mastella … e chi sa quanti altri di cui - al momento, almeno – non si hanno informazioni. Sarò, come sempre, franco e diretto: non ne sono entusiasta, poiché tutto sarà piegato all’usum serenissimi Delphini. Sia sufficiente sfogliare le pagine del sito ufficiale della DC per ricordare quanti tentativi sono stati fatti fin qua per la ricomposizione della Democrazia Cristiana. E i protagonisti della convocazione delle composizioni sopra citate chi sono? Ex democristiani! Ed è qui che non mi ci ritrovo più.
Il Presidente del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana, sen. Renzo Gubert, convoca il Consiglio Nazionale DC per il 15 dicembre 2021 con un nutrito Ordine del Giorno. Dopo le relazioni introduttive rispettivamente dello stesso Presidente DC e del Segretario Nazionale dr. Renato Grassi l'Assemblea sarà chiamata a pronunciarsi sulla data della convocazione del XX° Congresso Nazionle del Partito, sul Regolamento del medesimo Congresso e di tutti gli adempimenti a esso collegati previsti dallo Statuto.