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Papa Francesco si è recato all'ambasciata russa presso la Santa sede, in via della Conciliazione, per manifestare la sua "preoccupazione" per quanto sta avvenendo in Ucraina. Si è trattato di una visita per esprimere la sua preoccupazione per il conflitto in Ucraina. La visita del Papa si inserisce nel costante sforzo della Santa Sede di promuovere la pace, nella speranza, come ha scritto ieri il segretario di stato Pietro Parolin, che "si risparmi il mondo dalla follia e dagli orrori della guerra".
I Vescovi del Mediterraneo hanno aperto giovedì il Convegno "Mediterraneo, frontiera della pace organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, a Firenze. Lo stesso giorno in cui è iniziata l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, hanno espresso "preoccupazione e dolore per il drammatico scenario in Ucraina" e hanno rinnovato la loro vicinanza alle comunità cristiane del Paese. “Dobbiamo agire insieme e con determinazione per porre fine immediatamente all'aggressione russa e fare tutto il possibile per proteggere donne, uomini e bambini innocenti: in nome di Dio, basta!”
Il Patriarca di Costantinopoli ha telefonato al metropolita Epifanio, primate della Chiesa ortodossa ucraina, esprimendo il suo "profondo dolore" per questa "flagrante violazione di qualsiasi nozione di diritto internazionale e di legalità", nonché il suo sostegno al popolo ucraino, "che sta combattendo per Dio e per la patria" e alle famiglie delle vittime innocenti.
Il Santo Padre Francesco, in riferimento al peggioramento della situazione nell’Ucraina ha invitato «tutti a fare del prossimo 2 marzo, mercoledì delle ceneri, una Giornata di digiuno per la pace. Incoraggio in modo speciale i credenti perché in quel giorno si dedichino intensamente alla preghiera e al digiuno». Il Papa si appella «a quanti hanno responsabilità politiche, perché facciano un serio esame di coscienza davanti a Dio, che è Dio della pace e non della guerra; che è Padre di tutti, non solo di qualcuno, che ci vuole fratelli e non nemici».
Lunedì 14 febbraio, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ha telefonato a Sua Beatitudine Sviatoslav Schevchuk, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halič, per esprimere la vicinanza della Santa Sede alla Chiesa cattolica in Ucraina e la solidarietà alla popolazione del Paese, “in questo difficile momento di escalation del conflitto intorno all’Ucraina”. La telefonata del Sgretario di Stato di Sua Santità è particolarmente significativa in questo momento, ancche se la Santa Sede, comunque, cerca di non farsi trascinare nel dibattito politico, e così stanno facendo i vescovi sul territorio.
Il papa emerito Benedetto XVI ha affidato a una lettera dagli accenti altamente spirituali, commoventi, molto profonda e rivolta a tutta la Chiesa la sua personale "confessione", dopo la pubblicazione, il 20 gennaio scorso, del Rapporto sugli abusi sessuali nell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga che lui stesso presiedette da giovane arcivescovo. In essa ha ribadito l’orrore e la vergogna di fronte alla gravissima piaga degli abusi sui minori da parte di consacrati, la sua vicinanza alle vittime, e al tempo manifestare lo sconcerto di fronte all’accusa di essere un bugiardo piovutagli addosso negli ultimi tempi, così come pure il grazie a quanti nelle ultime settimane gli hanno manifestato fiducia appoggio, preghiera e incoraggiamento e tra questi in particolare Papa Francesco che gliel’ha espressa personalmente.
Mai prima d'ora il Papa di Roma è stato attaccato con tanta durezza e a viso aperto come in questi tempi di aggressività verbale e ideologica. Mi riferisco agli ultimi cinquant'anni, da Giovanni XXIII all'attuale Pontefice, perché in tempi precedenti alcuni Papi avranno senza dubbio sofferto aspre critiche e perfino persecuzioni, esili e martìri; ma quelli erano altri secoli. Papa Francesco, argentino arrivato alla cattedra di San Pietro attraverso un lungo percorso di maturazione, dopo la storica rinuncia di Benedetto XVI, ha iniziato il suo pontificato chiedendo alla folla adunata in piazza San Pietro di pregare per lui perché consapevole della sua debolezza e del peso del pontificato.
Papa Francesco, nel suo poderoso e meditato discorso agli Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, ricevuti in Udienza lo scorso 10 gennaio, ha segnalato le preoccupazioni e i grandi e gravi problemi del nostro tempo, alcuni circostanziali, altri assolutamente radicati. Una rassegna davanti ai rappresentanti dei grandi di questo mondo per ricordare loro i grandi temi in cui sono in gioco il giusto sviluppo dei popoli e la pace.
Mentre si delineano già i “quattro o cinque viaggi” che farà nel 2022, papa Francesco chiude il 2021 che è diventato uno degli anni centrali del suo pontificato dopo lo storico viaggio compiuto a marzo in Iraq, il primo di un Pontefice nella storia. E poi la visita all'isola di Lesbo, simbolo dei profughi, meno di un mese fa. All'età di 85 anni, il Santo Padre Francesco sembra essere più a suo agio che mai a capo della Curia romana. Un anno intenso e benedetto dal Signore. Auguri di un Buon 2022, Padre Santo!
Su invito delle Autorità civili ed ecclesiastiche locali, dal 2 al 4 dicembre il Santo Padre Francesco sarà per la prima volta a Cipro dove visiterà la città di Nicosia. Da lì si sposterà in Grecia, dove rimarrà dal 4 al 6 dicembre. In un videomessaggio pubblicato prima del suo prossimo viaggio apostolico a Cipro e in Grecia, papa Francesco saluta tutti gli abitanti di queste "terre magnifiche" e lancia un forte appello per l'integrazione degli immigrati.