IL POPOLO

Chiesa

A Riccardo Pittino sembra di vedere che papa Francesco stia dando un giro di vite a tutti quei movimenti proliferati negli ultimi 50-60 anni e molto spinti da papa Wojtyla che – a suo avviso - “minano l'unità, vogliono l'autonomia a scapito dell'autorità vescovile, non apportano nulla e si appropriano di quei fedeli che frequentano la chiesa portandoli nel loro sistema come fanno i Testimoni di Geova”. Peraltro il vaticanista Sandro Magister ritiene che la rete internazionale dei cardinali e vescovi amici del movimento dei Focolari sia “una delle lobby ecclesiastiche più funzionali a pilotare i consensi” in conclave.
Massima preoccupazione ancora nella Chiesa della Nigeria, dove due missionari clarettiani, appartenenti ai Figli del Cuore Immacolato di Maria, sono stati rapiti la notte del 1° febbraio nello Stato di Plateau, al centro dello Stato africano, da uomini armati . Si tratta di padre Ken Kanwa , parroco della chiesa di St. Vincent de Paul Fier nello stato di Plateau, e del suo assistente padre Jude Nwachukwu. Da tempo, ormai, la piaga dei rapimenti a scopo di estorsione è diventata un problema endemico in tutta la Nigeria. Vengono rapiti preti e religiosi, così come tanti altri comuni cittadini.
A distanza di un anno dalla sua morte Maria Michela Petti non dimentica l’appello rivolto a “tutti quelli che nella Chiesa sono stati affidati al mio servizio”, come Ratzinger ha lasciato scritto nel suo testamento spirituale: “Rimanete saldi nella fede! Non lasciatevi confondere!”. A lei, oltre l'eredità comune a tutti i fedeli - che disperde solo chi vi rinuncia - resta il ricordo confortante del profondo rispetto del papa bavarese per le persone, “per tutte – precisa - e per ciascuna”. “Rispetto sperimentato – aggiunge la Petti - a livello personale e familiare, in due circostanze particolari”.
Domenica 22 ottobre u.s. papa Francesco ha avuto un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, sui conflitti nel mondo e “sulla necessità di trovare vie di pace ”. Il colloquio, secondo un comunicato vaticano, è durato circa 20 minuti e " ha avuto come argomento le situazioni di conflitto nel mondo e la necessità di trovare vie di pace". Papa Francesco ha più volte espresso la sua profonda preoccupazione per due conflitti attuali, l’invasione russa dell’Ucraina e quella scatenata nella Striscia di Gaza tra le milizie islamiste palestinesi di Hamas e Israele.
La fede non è più – riconosceva Benedetto XVI undici anni fa – un ovvio presupposto del viver comune (figurarsi oggi!). Nel motu proprio dal bellissimo titolo “La porta della fede” (Porta fidei), uno degli ultimi atti del suo pontificato, papa Ratzinger sottolineava l’esigenza di riscoprire proprio il cammino della fede, leggendo i testi del Concilio in maniera appropriata all’interno della Tradizione della Chiesa e cimentandosi nella nuova evangelizzazione, grazie anche ad un rinnovato impegno missionario.
Il rappresentante del Papa "sta per venire ancora una volta" a Mosca. "Siamo tutti pronti a incontrarlo, tutti pronti a parlare", ha detto il ministro degli Esteri di Putin dopo aver appreso dell'incontro di Zuppi con Pechino. A giugno il cardinale non ha potuto incontrare né il ministro degli Esteri né il presidente russo. Cosa è successo in queste ore? È una scommessa coraggiosa, ma appare chiaro che qualcosa deve essere cambiato da parte russa per accettare, ora, una mediazione che in passato aveva dichiarato inutile.
La Santa Sede in un breve comunicato, sottolinea che entrambe le parti hanno concordato sulla “necessità di unire le forze” per “favorire il dialogo e trovare vie che conducano alla pace”. L'incontro del cardinale Matteo Maria Zuppi, avvenuto presso la sede del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica popolare cinese, “si è svolto in un clima aperto e cordiale” ed è stato interamente dedicato “alla guerra in Ucraina e alle sue drammatiche conseguenze”.
Dopo tre giorni in giro per la Mongolia, Papa Francesco ha concluso il suo 43° viaggio apostolico diventando il primo Pontefice a mettere piede su questa terra. In un Paese a maggioranza buddista e musulmana, il Santo Padre ha avuto incontri con le autorità civili e religiose del Paese con l'obiettivo di rafforzare e promuovere la piccola ma vigorosa comunità cattolica, frutto di decenni di lavoro missionario. Verso le 5:00 ora di Roma, il Papa Francesco ha iniziato il suo viaggio di ritorno a Roma dall'aeroporto Genghis Khan di Ulan Bator.
Nel corso del suo 43° Viaggio Apostolico, Papa Francesco esaudirà il desiderio di San Giovanni Paolo II , che aveva programmato di visitare il Paese nel 2003 in occasione del decennale dell'arrivo dei primi missionari in Mongolia, ma l'aggravarsi delle sue condizioni della salute glielo ha impedito. Nel corso del suo pontificato, la bussola di Papa Francesco ha tracciato la rotta verso sei Paesi che finora non avevano ricevuto la visita di nessun pontefice: Birmania nel 2017, Emirati Arabi Uniti e Macedonia del Nord nel 2019, Iraq nel 2021, Bahrein nel 2022 e Sudan del Sud nel 2023.
Le Chiese ortodosse e cattoliche possono unire le forze per servire la causa della pace e della giustizia. Lo ha detto oggi il Patriarca ortodosso russo Kirill durante l'incontro con l'inviato di Papa Francesco, il cardinale Matteo Zuppi. per la pace in Ucraina. Secondo Kirill, che ha accolto con favore la visita di Zuppi e ha sottolineato il suo "importante servizio al suo popolo", "è importante che tutte le forze del mondo si uniscano per prevenire un grande conflitto armato ".