IL POPOLO

Chiesa

Accogliendo l'invito delle autorità civili ed ecclesiali, Papa Francesco intraprenderà un viaggio apostolico in Ungheria dal 28 al 30 aprile 2023, visitando la città di Budapest. Il Papa si incontrerà con i poveri, i rifugiati, con il mondo della cultura, oltre ai tradizionali incontri con esponenti politici ed ecclesiastici. Inoltre Papa Francesco sta preparando le visite a Lisbona ad agosto, e a Marsiglia, in Francia, e in Mongolia, a settembre.
Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha espresso la sua "profonda tristezza" per il naufragio avvenuto sulla costa meridionale dell'Italia, nella regione Calabria, che è costato la vita a decine di migranti (compresi bambini e neonati) che sono stati individuati ieri dopo l'affondamento della nave su cui viaggiavano. "Le vittime sono di tutti e le sentiamo nostre ", ha detto in una nota il cardinale Zuppi. Il bilancio è drammatico e sono già 63 le vittime del naufragio: la Cei si è unita alla preghiera di papa Francesco “per ognuno di loro, per quelli che mancano ancora e per i sopravvissuti. Li affidiamo a Dio con un pensiero per le loro famiglie ”.
Il viaggio apostolico di Papa Francesco nella Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan ha regalato momenti storici come la Santa Messa celebrata all'aeroporto “Ndolo” di Kinshasa davanti a due milioni di persone o l'incontro con le vittime della violenza in Congo. In Sud Sudan una delle immagini più forti è stata quella della preghiera ecumenica con l'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, e il moderatore della Chiesa di Scozia, Iain Greenshields, e il discorso davanti alle autorità del Paese. Questo storico viaggio ha avuto un obiettivo ben chiaro per il futuro: non dimenticare questi due Paesi.
Quando la Chiesa denuncia le ingiustizie alla maniera di Gesù, appellandosi alla fraternità universale, non è molto presente su molti media, come nel caso del viaggio in Africa di papa Francesco. Eppure ha denunciato apertamente il colonialismo e smascherato il buonismo protettore delle strutture di peccato. Mi unisco alla denuncia di quanti alzano la voce contro questa ingiustizia informativa che cerca di classificare l'informazione della Chiesa cattolica nei parametri esclusivi del potere e del legalismo clericale.
Papa Francesco sarà in Congo e nel Sud Sudan dal 31 gennaio al 5 febbraio. È un'attesa gioiosa, piena di speranza, molto consona al carattere di quella gente. In un contesto di conflitto e di violenza come quello che la Repubblica Democratica del Congo sta vivendo, sarà importante ascoltare parole che incoraggino ad assumersi la responsabilità per l'ambiente e per i fratelli e sorelle, soprattutto i più indifesi. Come ogni altra, questa visita apostolica ha una dimensione profetica e invita la comunità internazionale a non distogliere lo sguardo e a non mostrare indifferenza davanti alle sofferenze che il popolo congolese ha sopportato per tanti anni. Certo, se volesse, la comunità potrebbe fare molto di più: pace e sviluppo non sono impossibili.
Per 8 anni, dal 2005 al 2013, la fede di Benedetto XVI è stata la roccia su cui è stata edificata la Chiesa. Il 31 dicembre 2022 è tornato alla Casa del Padre. Devo ammettere la mia ammirazione per la persona di Benedetto XVI, per la sua intelligenza, il suo rigore, la semplicità e la disponibilità al servizio della Chiesa e dell'umanità. Mi ha sempre affascinato e attratto la sua capacità di sintesi. Joseph Ratzinger è stato un grande Padre della Chiesa, un vero pastore mite e umile di cuore. La stabilità interiore e la fortezza evangelica lo hanno reso una guida sicura e luminosa per la Chiesa e per il mondo. Il mondo si è inginocchiato all’umiltà profetica del «semplice operaio della vigna del Signore» e dell’infaticabile «cooperatore della Verità»
Ruggero Morghen traccia il profilo di alcune figure ecclesiali. Monsignor Giovanni Maria Sartori, compianto vescovo di Trento che leggendo lesse Esperienze pastorali ne sottolineò infatti “l’esame severo, quasi inesorabile” delle “consuete nostre attività pastorali” e l’esigenza di “una pratica della Religione assai più profonda, coerente, attiva”. Il cardinale Agostino Richelmy, arcivescovo di Torino. Ilcardinale Giuseppe Fietta. Il cardinale Montini, che col nome di papa Paolo VI riconoscerà nel 1965 il movimento dei Focolari, è avviato agli studi diplomatici presso la Pontificia accademia ecclesiastica.
Il Santo Padre Francesco ha indirizzato una lettera al Popolo Ucraino a nove mesi dallo scoppio della guerra. "Io vorrei unire le mie lacrime alle vostre e dirvi che non c’è giorno in cui non vi sia vicino e non vi porti nel mio cuore e nella mia preghiera. Il vostro dolore è il mio dolore. Nella croce di Gesù oggi vedo voi, voi che soffrite il terrore scatenato da questa aggressione. Sì, la croce che ha torturato il Signore rivive nelle torture rinvenute sui cadaveri, nelle fosse comuni scoperte in varie città, in quelle e in tante altre immagini cruente che ci sono entrate nell’anima, che fanno levare un grido: perché? Come possono degli uomini trattare così altri uomini?... Nella mia mente ritornano molte storie tragiche di cui vengo a conoscenza. Quanti bambini uccisi, feriti o rimasti orfani, strappati alle loro madri! Piango con voi per ogni piccolo che, a causa di questa guerra, ha perso la vita, come Kira a Odessa, come Lisa a Vinnytsia, e come centinaia di altri bimbi.
L’andamento della guerra in Ucraina è diventato talmente grave, devastante e minaccioso, da suscitare grande preoccupazione. Per questo il Santo Padre Francesco ha deidcato l’intera riflessione prima dell’Angelus. Infatti, questa terribile e inconcepibile ferita dell’umanità, anziché rimarginarsi, continua a sanguinare sempre di più, rischiando di allargarsi. Papa Francesco ha rivolto il suo appello innanzitutto al Presidente della Federazione Russa, supplicandolo di fermare, anche per amore del suo popolo, questa spirale di violenza e di morte. D’altra parte, addolorato per l’immane sofferenza della popolazione ucraina a seguito dell’aggressione subita, il Successore di Pietro ha diretto un altrettanto fiducioso appello al Presidente dell’Ucraina a essere aperto a serie proposte di pace.
Il presidente della Conferenza Epioscopale Italiana, cardinale Matteo Zuppi, ha elogiato la vittoria elettorale di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. Il porporato, ha lamentato con preoccupazione "il crescente astensionismo che ha caratterizzato questa tornata elettorale, raggiungendo livelli mai visti in passato". Ai vincitori delle elezioni, il cardinale Zuppi ha chiesto loro di esercitare il loro mandato di "alta responsabilità, al servizio di tutti, a cominciare dai più deboli". “La Chiesa - ha concluso l'arcivescovo di Bologna- continuerà ad indicare, severamente se necessario, il bene comune e non l'interesse personale, la difesa dei diritti inviolabili della persona e della comunità.