IL POPOLO

Editoriali

E così anche Sinwar se ne è andato. Chi era Yahya Sinwar? Uno dei capi di Hamas, forse l’ultimo. A detta degli Israeliani, che se ne intendono, uno dei più pericolosi. È morto intrappolato in un edificio, a Gaza, da dove stava uscendo. Il bello, si fa per dire, ma non c’è niente di bello in tutta questa storia, è che non l’hanno scovato reparti specializzati nella caccia all’uomo, ma dei soldati arruolati da poco, non certo una compagnia d’élite.
Tra i reduci della diaspora democristiana condividiamo l’idea che la cultura del popolarismo rappresenti una delle risposte politico culturali più efficaci nell’attuale situazione interna e internazionale. Condividiamo, inoltre, la necessità di superare la lunga stagione delle nostre divisioni suicide dopo la fine della Democrazia Cristiana.
Piovono missili su Israele. Stavolta non vengono né da Gaza né dal Libano né dallo Yemen. Vengono direttamente da Teheran, come l’altra volta. Finalmente, il Grande Prete si è mosso. Ha gridato allo scandalo, ha minacciato, ha giurato vendetta. Ecco fatto, e il mondo trema. Dove finiremo con questa nuova escalation? Niente paura: i missili dell’Iran sono strani. Non fanno distruzioni e non fanno neppure stragi. Non sono come quelli israeliani. L’altra volta rimase ferita una ragazzina da una scheggia ed ora è fuori ospedale. Stavolta c’è stato solo un morto, vedi caso, ed era un palestinese. Sono missili fasulli.
Da molte parti si tenta di costruire il centro nuovo della politica italiana. Iniziative encomiabili che cozzano contro la dura realtà di una legge elettorale di tipo maggioritario che, dal mattarellum in poi (porcellum, rosatellum), costringe partiti ed elettori a scegliere: a destra o a sinistra. Per i primi, i partiti, considerato che per i parlamentari è molto più semplice e gratuito ridursi al ruolo di pecore al guinzaglio del capo pastore di partito, senza obblighi di ricerca e mantenimento del consenso tra gli elettori; per i secondi, gli elettori, spinti da pulsioni di tipo ideologico o ridotti al ruolo di renitenti al voto.
Per quasi tredici anni mi sono illuso di poter dare pratica attuazione alla sentenza della Cassazione n.25999 del 23.12.2010 secondo cui la DC non è mai stata giuridicamente sciolta, contribuendo all’elezione di Gianni Fontana prima e di Renato Grassi poi, alla segreteria nazionale del partito, grazie all’auto convocazione del consiglio nazionale storico. E’ prevalsa la logica della diaspora, col triste risultato di contare una decina di sedicenti democrazie cristiane tutte impegnate a farsi la guerra nei media e in tribunale.
Piove. In autunno oppure all’inizio dell’inverno non è un fatto strano. Piove. Non dipende da nessuno. È un fenomeno naturale. Anzi, talvolta, l’invochiamo noi la pioggia. È utile, bagna la terra, aiuta le piante a crescere, rafforza i bacini e i laghi, ingrossa i fiumi, pulisce l’aria e rinfresca, dopo la calura dell’estate. Piove, ma per noi non è un miracolo naturale, è un disastro. Quando non piove, c’è la siccità. Quando piove, c’è l’alluvione. Non c’è via di mezzo. O morti di caldo o morti affogati. Come l’uomo preistorico, mica è cambiato molto, attonito e impreparato davanti alle catastrofi naturali che, tra l’altro, oggi sono pure prevedibili.
I grandi uomini finiscono sempre in galera, magari per poco. Toccò a Mazzini, toccò a Stalin, toccò a Pertini, toccò a Guareschi, forse toccherà a Salvini, ma questo non ne farà un grande uomo. La requisitoria del giudice di Palermo che ha chiesto sei anni di detenzione per Salvini per vari motivi, tra i quali preminente l’aver bloccato i profughi sulla nave della Open Arms per decine di giorni, è un fatto sul quale non mi pronuncio. Dovrei conoscere gli atti del processo.
Sono in atto diversi tentativi di ricomposizione politica dell’area cattolica: democratica, liberale e cristiano sociale, tra i quali, uno dei più attivi è quello avviato dagli amici di Iniziativa Popolare con il tavolo di confronto che, da tempo, sta tentando di trovare la strada più efficace ed efficiente per raggiungere l’obiettivo. Riunioni a frequenze ravvicinate che, tuttavia, non hanno ancora sortito l’effetto sperato. Restano ferme le posizioni tra chi continua a volgere lo sguardo a sinistra e altri, a partire dalla DC di Cuffaro, ben orientati a sostegno della destra.
Da che mondo è mondo, gli uomini maturi e di successo si accoppiano con belle donne giovani e rampanti. Per gli uomini, il successo e il potere, contano più dell’intelligenza e della bellezza. Per le donne, accade il contrario. Se è bella e sveglia e se ha il pelo sullo stomaco, ciò che desidera le viene facile, grazie alla dabbenaggine degli uomini. La vicenda di un uomo irretito da una bella creatura non ha nulla di straordinario. Fa parte del paesaggio. Che poi una donna possa essere la rovina di un uomo è altrettanto possibile. Di esempi ne abbiamo a bizzeffe. Il maschio è fragile e vanesio, la donna astuta e concreta.
«Metta da parte i guantoni, serve gentilezza», così Maria Rosaria Boccia risponde a Giorgia Meloni dopo i commenti della premier sul caso Sangiuliano. E’ la richiesta di un break o l’annuncio di una ripresa del combattimento a un diverso livello? Sembrava che, con le dimissioni del ministro Sangiuliano, la stucchevole vicenda fosse finita e, invece, continua questa storia ricca di imbrogli e di sorprese, ahinoi, alimentata dalle improvvide sortite della premier Meloni che continua a riferirsi alla dr.ssa Boccia, come a “ questa signora”, favorendo le immediate repliche puntute dell’interessata, che sembra annunciare altre sorprendenti rivelazioni.