IL POPOLO

Politica

Quello della legge elettorale è un tema che si propone costantemente alla vigilia di elezioni politiche, quasi che la crisi di sistema vissuto dall’Italia si possa risolvere col mutamento delle regole elettorali. Certo, dal mattarellum al porcellum e sino al rosatellum, sono stati numerosi i tentativi di trovare soluzioni, in ogni caso sempre corrispondenti agli interessi delle maggioranze di governo e parlamentari che hanno deciso di adottarle.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il contributo circa “Alcune idee di programma” esposte. C’è una ragione se la DC è ben lontana da quel tempo in cui i padri fondatori seppero promuovere il progetto dei democratici cristiani per l’Italia del dopoguerra. Ieri e ben ricordo, c’era un confronto duro e serio con il partito comunista, proteso com’era alla conquista del potere, ad ogni costo e c’era un popolo che voleva risorgere, forte nei suoi valori cristiani. Amore e sudore rifecero l’Italia.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera inviata dal Vice-segretario Nazionale Ettore Bonalberti ai Consiglieri Nazionali DC eletti al XX Congresso nazionale del partito dell'ottobre 2018, tuttora in carica. L’intento è quello di avviare il progetto per la ricomposizione politica dell'area cattolico democratica e cristiano sociale convocando magari presso l’Istituto Sturzo di Roma un seminario per decidere i modi e le regole di convocazione di un’assemblea costituente per l’avvio del progetto
Se la Democrazia Cristiana intenderà concorrere al progetto di ricomposizione politica dell’area cattolico democratica e cristiano sociale, occorre condividere alcune idee di programma. Un progetto che potrebbe essere sviluppato con metodo top down (dall’alto in basso) oppure bottom up (dal basso in alto). Quanto al primo, sembrano mancare, almeno sinora, indicazioni operative da parte delle diverse realtà che appartengono alla codesta area, così come, nonostante alcuni tentativi compiuti, la DC è ben lontana da quel tempo in cui i padri fondatori seppero promuovere il progetto dei democratici cristiani per l’Italia del dopoguerra. Gli anni delle “Idee ricostruttive” di Alcide De Gasperi e del Codice di Camaldoli. E' auasoicabile che sia avviato un proficuo dibattito, dal quale si possa giungere a un accordo sul programma, indispensabile pre-condizione per gli sviluppi politico organizzativi successivi.
Il 29 aprile 2022 la Democrazia Cristiana di Roma, d'intesa con il Popolo della Famiglia e con Costruire Insieme, rappresentati dal Commissario DC Luigi Rapisarda, dall’ On. Mario Adinolfi e dal Sen. Ivo Tarolli e dai loro Collaboratori davanti alla guerra in Europa, in un Comunicato Stampa, hanno fatto propria - tra l'altro - la proposta del Presidente Mattarella alla UE di indire una Conferenza di Pace con Atti come ad Helsinki nel 1975 che avvii la de-escalation nucleare e nuovi trattati di Pace e Disarmo progressivo e bilanciato delle Potenze mondiali, a cominciare da quelle presenti sul nostro Continente, secondo i Trattati internazionali vigenti.
Parafrasando il celebre saggio di Lenin, con cui il leader sovietico delineò l’organizzazione e la strategia rivoluzionaria del suo partito, credo sia giunto il tempo di tentare di delineare come potremmo e/o dovremmo procedere chi, come molti di noi, si sentono di appartenere a quel vasto e articolato fiume carsico dell’area politica cattolico democratica e cristiano sociale. Sono oltre vent’anni che ci proviamo …
Giorgio Merlo su Il Domani d'Italia (cfr. fondo pagina) scrive: "archiviata la Democrazia Cristiana perchè, è stata un “fatto storico” e un “prodotto politico” che non può che essere storicizzato, è abbastanza evidente che resta aperto il dibattito su chi, oggi, rappresenti ancora quella fetta di elettorato che si è riconosciuto e che ha ancora votato la Dc da un lato e chi, invece, è concretamente in grado di saper farsi carico nella società contemporanea – seppur difficile e complessa – di quella domanda di stabilità, di buon governo e di capacità di tenuta democratica e costituzionale". Alla domanda un po' stuzzicante: "La DC e chi la voterebbe ancora?"replica Ettore Bonalberti sostenendo che la DC, lungi dal proporre "nostalgie regressive, offre "ancora una volta alla società italiana una proposta politica che adesso, ahinoi, non esiste".
Il prossimo election day del 12 giugno, scade in un momento particolarmente difficile della situazione internazionale per la guerra russo-ucraina e le sue drammatiche e dolorose conseguenze, non solo interne all’Ucraina, ma per la stessa Unione europea e per l’Italia. Per l’election day del 12 giugno proviamo a far partire dai territori interessati, la formazione di liste unitarie di cattolici democratici che sappiano affermare i valori patriottici e solidaristici che nazionalisti e reduci di sinistra non sanno più portare avanti in modo credibile. Le elezioni amministrative del 12 giugno sono l’occasione utile e opportuna per avviare proprio dai territori interessati, il processo-progetto della nostra ricomposizione politica. Non c’è più tempo e spazio per i rinvii o, peggio, per i piccoli cabotaggi delle ambizioni personali dei soliti noti.
Non è la prima volta che la gerarchia ecclesiastica discute dell’impegno politico dei cattolici, ma, onestamente, dobbiamo evidenziare che queste sollecitazioni, assai raramente da Roma, sono raccolte tra i vescovi diocesani e i parroci in sede locale. Tra questi ultimi continua a prevalere, infatti, l’indifferenza, quando non anche la forte e deliberata opposizione, ai tentativi che movimenti e gruppi di laici fanno nascere dalla base. Al progetto di costruzione dell’unità nazionale il cattolicesimo democratico e cristiano sociale seppe concorrere autorevolmente insieme alle altre forze liberal democratiche e riformiste di ispirazione socialista, con le quali siglò il patto costituzionale.
E' forte l'auspicio che riesca il tentativo avviato dall’amico Renato Grassi, segretario nazionale della DC ricostituita politicamente dopo la decisione della Cassazione del 23.12.2010, sentenza n.25999 (“la DC non è mai stata giuridicamente sciolta”), di invitare i diversi partiti, associazioni, movimenti e gruppi dell’area cattolico democratica e cristiano sociale in una sede come l’Istituto Sturzo, per discutere della loro possibile ricomposizione politica. E' questa l’ora di ritrovarci a Roma e di impegnarci nel lavoro di base nelle periferie, per facilitare il progetto di ricomposizione politica utile per noi e per il nostro Paese.