IL POPOLO

Politica

Rinviato a dopo il voto europeo il progetto di ricomposizione politica dell’area cattolica (democratici, liberali e cristiano sociali), credo vada sostenuta l’idea degli amici di Iniziativa Popolare di confrontarci su alcuni temi programmatici nelle diverse realtà regionali, con quanti appartengono a diverso titolo a quest’area. Attiveremo così un progetto che nasce dal confronto con la base utile, non solo per selezionare con metodo democratico una nuova classe dirigente che, dal libero confronto può emergere, ma che potrà anche facilitare la costruzione di liste unitarie per le elezioni in sede comunale, provinciale e regionale.
In questo clima d’indagini giudiziarie contro politici di varia estrazione, la mossa di Conte ha spiazzato tutti, bisogna riconoscerlo. Per quanto lo slogan onestà, onestà, gridato dai primi grillini, sia un po’ logoro, infatti, fa comunque ancora presa sull’opinione pubblica. Non ci crede nessuno, ma che un partito se ne faccia bandiera non può non far piacere, anche se a malincuore, trattandosi di 5stelle. La rottura di 5Stelle con il PD, una specie di fidanzamento un po’ rustico, visto che si trattava di un campo largo, avrà conseguenze non trascurabili negli assetti politici nazionali pre-elezioni europee.
Il tema della costruzione Europea nel dopoguerra, grazie ai contributi e alle spinte che in tal senso arrivavano da più parti della politica e del mondo sociale, andava necessariamente reso anche istituzionale. Questo passaggio risultava, anche in Italia, fondante per un processo che aveva due scopi: riscattare il nostro paese dalla vicenda fascista ed entrare a pieno titolo tra le potenze europee e mondiali che promuovessero la pace, la libertà e lo sviluppo. E dal punto di vista istituzionale in Italia, il primo passaggio formale avvenne con i lavori della Costituente che era stata identificata come lo strumento per deliberare la nuova Costituzione dello Stato.
Dopo la Prima guerra mondiale era emersa la necessità di una riflessione profonda sullo strumento della condivisione internazionale per garantire la pace fra gli Stati. Un percorso che non si sviluppò appieno per la miopia postbellica di rivendicazione e soprattutto venne messo in secondo piano all'emergere dei nazionalismi e delle dittature. In realtà fu proprio lo scoppio della Seconda guerra mondiale e il giogo asfissiante del nazi-fascismo che alimentarono in modo determinante il pensiero di molti nel comprendere che fosse giunto il momento di una presa di posizione in favore di una collaborazione tra gli Stati nazionali come strumento di pace tra i popoli.
Sprovvisti del coraggio e della giusta determinazione con i quali ci si sarebbe dovuti impegnare nella raccolta delle firme necessarie per la presentazione di una lista unitaria di DC e Popolari alle elezioni europee, i diversi capi e capetti delle numerose e sparse casematte della nostra area politica hanno scelto la linea delle “liste di scopo”, perseguendo più che un disegno politico di medio lungo respiro, il risultato immediato di qualche ambizione personale. Fermi nelle loro consolidate posizioni di destra quelli dell’UDC di Cesa con la Lega e di Rotondi con Fratelli d’Italia, la DC di Cuffaro e Grassi hanno scelto, mi dicono più per necessità e di risulta, la lista con Renzi-Bonino, così come gli amici di Tempi Nuovi.
Tra la Prima e la Seconda guerra mondiale gli stati europei vissero un clima di estrema instabilità con conflitti politici interni, difficoltà nei rapporti internazionali e una crisi permanente sia sul piano sociale che su quello economico. Questa situazione derivava sia dalla difficile condizione economica in cui versavano le comunità ma anche diretta conseguenza del modo in cui erano stati affrontati i trattati di pace della Prima guerra mondiale.
Nel 1919 prende ufficialmente forma la volontà dei cattolici di costituire un movimento politico strutturato e che si potesse radicare sul territorio nazionale. Con l’appello ai liberi e forti e la costituzione del Partito Popolare Italiano si segnava una tappa fondamentale per la vita democratica italiana. Alcide De Gasperi, divenuto cittadino italiano a seguito dell’annessione del Trentino all’Italia, partecipa attivamente al rafforzamento e alla costruzione di un sistema autonomo per il Trentino.
2. LA PRIMA GUERRA MONDIALE E LA SOCIETÀ DELLE NAZIONI. Gli anni tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 videro la formazione di alleanze tra Stati sovrani con conseguenze molto importanti negli equilibri e nei rapporti di forza tra le nazioni. In Europa un ruolo fondamentale lo ebbe il cancelliere tedesco Otto von Bismarck con una politica incentrata sul rafforzamento dell’isolamento francese e nella protezione degli equilibri interni delle grandi monarchie autoritarie europee.
Alcide De Gasperi nasce a Pieve Tesino in Provincia di Trento il 3 aprile 1881. All’epoca il Trentino era una realtà territoriale dell’Impero Austro-Ungarico amministrato da Innsbruck infatti fin dal Medioevo la storia del Trentino è stata legata a quella del Tirolo e le vallate facevano parte del Principato Vescovile di Trento, che per otto secoli godette di un'autonomia speciale all'interno del Sacro Romano Impero Tedesco. Nella prima metà del XIX secolo, terminato il periodo napoleonico, il Trentino divenne parte della contea austriaca del Tirolo. La formazione di De Gasperi sarà fin da subito legata al mondo ecclesiastico e religioso, partendo dal suo primo insegnante, il sacerdote Merler che lo seguirà durante la permanenza a Civezzano.
Per noi DC e Popolari la scelta più coerente dovrebbe essere quella di ritrovarci uniti a sostegno del PPE, partito di cui la DC è stata cofondatrice erede dei grandi padri DC dell’Europa: De Gasperi, Adenauer, Monnet e Schuman. Avremmo dovuto avere più coraggio e impegnarci alla raccolta delle firme per una lista unitaria di ispirazione DC e popolare, alternativa alla destra nazionalista e sovranista e distinta e distante da una sinistra sempre più lontana dalla sua cultura originaria. Non l’abbiamo fatto e, quindi, alle europee, privi di una lista di riferimento, ci limiteremo ad appoggiare quel candidato o candidata a noi più vicina/o presente in alcune delle tre liste del centro in costruzione.