IL POPOLO

Politica

Moltissimo si è scritto su Aldo Moro e si continuerà a scrivere. Tantissime narrazioni si sono rifugiate in un colpevole conformismo che non illumina ma segue percorsi stantii. I tanti interrogativi di allora e di oggi, sono annegati in un mare di parole che non hanno dato risposte. Si è detto che con Moro le Brigate Rosse hanno inteso colpire il cuore dello Stato. Rimane uno slogan se non si aggiunge che si è voluto fermare il cammino dell’Italia democratica, una visione del futuro del Paese, un progetto di rafforzamento della democrazia attraverso il coinvolgimento della sinistra comunista berlingueriana, insofferente verso la dipendenza economica e ideologica dalla Unione Sovietica. A un disegno eversivo Moro e tanti si contrapposero e pagarono con la vita. Il silenzio è il sintomo di un Paese che sta perdendo l’anima.
Emilio Giuseppe Ernesto Colombo nacque a Potenza, l’11 aprile 1920 e concluse la sua vita terrena a Roma il 24 giugno 2013. E’ stato padre costituente della nostra Repubblica Italiana, statista, e ha contribuito alla rinascita economica dell’Italia e dell’Europa. Colombo avvertì fin da giovane acuti e profondi gli ideali della cultura politica dei “Liberi e forti” di don Luigi Sturzo. Oggi con la possibilità di poter accedere agli archivi di tutti i paesi dei grandi leader del Mondo di quegli anni, non vi è inventario che non contenga il riferimento a “Emilio Colombo” con verbali colloqui, testi e note a sua firma. La Storia lo conosce, altri chissà?
Luigi Girardin è nato a Mirano il 7 luglio 1925 e deceduto a Padova il 29 settembre 1997. La sua biografia spiega il rapporto fecondo ma mai subordinato che ha legato le vicende della Cisl a quelle della Dc, in particolare nella realtà padovana. Impegnato fin dalle origini del ricostruito sindacato democratico nella attività sindacale a difesa dei lavoratori nel 1950 è eletto presidente provinciale della Cisl padovana e nel 1952 ne diventa segretario provinciale a soli 27 anni. Nel 1963 si realizzano le condizioni per la candidatura di Girardin alla Camera dei deputati, dove viene eletto con 41.081 voti di preferenza. Verà eletto altre due volte, sempre con ampio suffragio.
La presidente del consiglio Giorgia Meloni intende andare avanti senza tentennamenti sul progetto delle tre riforme: autonomia differenziata, premierato e magistratura, il premio saldo da corrispondere a ciascuno dei partiti della maggioranza, incurante delle conseguenze che si stanno già sviluppando nel Paese. In tale situazione, come abbiamo fatto nel 2016 al tempo del progetto Renzi costituendo il Comitato dei Popolari per il NO, abbiamo il dovere di attrezzarci senza indugi per concorrere da cattolici democratici, DC e Popolari, alla realizzazione del Comitato per il NO al progetto del governo.
Arnaldo Forlani nacque a Pesaro nel 1925, figlio di Luigi, proprietario terriero del Montefeltro e di Caterina Remies, maestra elementare di fervente fede religiosa e altruismo. Arnaldo trascorse i primi anni di vita nel piccolo borgo di Frontino (provincia di Pesaro e Urbino), paese di origine del padre, dove la madre insegnava. Nel 1958 fu eletto deputato nella circoscrizione delle Marche. Alla Camera dei Deputati rivestì il mandato, ininterrottamente, fino al 1994. Vicesegretario del partito, negli Anni Sessanta, durante le segreterie Moro e Rumor, dal 1968 al 1969 fu Ministro delle Partecipazioni Statali nel primo governo Rumor. Nella fase in cui fu Vicepresidente del Consiglio nei governi Craxi, Forlani è stato tra i protagonisti di una stagione di ripresa economica del Paese con una sensibile riduzione dell’inflazione e una crescita che avrebbe consentito un aumento rilevante dei salari. Nel novembre 1969 è stato eletto Segretario Politico della Democrazia Cristiana. Si è spento serenamente a Roma, il 6 luglio 2023, all’età di novantasette anni.
Antonio Gava nacque a Castellammare di Stabia in Provincia di napoli il 30 luglio 1930; era il quarto degli otto figli di Imma Limarzi e del politico veneto Silvio Gava, che è stato per tredici volte ministro (ha presieduto il Ministero della Giustizia, del Tesoro e della Pubblica Amministrazione). Senatore tra gli anni cinquanta e settanta, nonché importante esponente della corrente "Dorotea" della Democrazia Cristiana. Nel 1960 Gava venne eletto Presidente della Provincia di Napol, carica che mantenne fino al 1969. Alle elezioni politiche del 1972 venne eletto in parlamento come deputato della Repubblica Italiana nella VI legislatura, ricoprendo questa carica fino al 1992.
Quando si parla di Guido Bodrato non si fa memoria solo di un leader politico o di uno statista. Sì, certo, è stato anche un leader politico e uno statista. Ma Bodrato è ricordato anche come un educatore della e alla politica. Quasi una sorta di pedagogo. Non a caso, è considerato anche come uno degli ultimi “maestri” del cattolicesimo democratico italiano. La sua finezza intellettuale, la sua profondità̀ di analisi e anche il suo realismo politico lo portavano a essere un punto di riferimento costante non solo all’interno della Democrazia Cristiana, ma nell’intera politica italiana. Nato nel marzo del 1933 e scomparso all’età di 90 anni nel giugno del 2023, Bodrato ha ricoperto molti e prestigiosi incarichi istituzionali. Da Ministro della Pubblica Istruzione a Ministro del Bilancio e della Programmazione Economica a Ministro dell’Industria. Eletto al Parlamento nel 1968 e sino al 1994, Bodrato è stato anche Europarlamentare dal 1999 al 2004. Leader indiscusso della sinistra democristiana e stretto collaboratore per molti anni di Carlo Donat-Cattin, Bodrato è stato anche uno dei principali artefici della stagione che ha visto Zaccagnini alla guida della Dc.
Per tracciare il profilo di Bruno Kessler - scomparso nel 1991, mitico Presidente della Provincia Autonoma di Trento e successivamente parlamentare della DC - occorrerebbe coniare un termine che equivalga a quello di “statista” usato per chi lascia un segno indelebile ed universalmente riconosciuto nel ruolo guida di uno Stato. Kessler ha lasciato infatti un segno indelebile come “Padre” e guida vera di una “Comunità Autonoma” del tutto particolare (un “Land”, direbbero i nostri cugini di lingua tedesca) quale è il Trentino.
Con gli amici del tavolo d’incontro tra DC e Popolari, avviato da Iniziativa Popolare, è in atto da tempo un dialogo costruttivo imperniato sull’opportunità di por fine alla diaspora seguita alla fine politica della DC (1994) e di concorrere alla costruzione del nuovo centro della politica italiana. Un centro ampio e plurale, risultato dell’incontro tra le culture dei popolari, liberali, repubblicani e socialisti, che credono nella difesa della Costituzione repubblicana e nell’esigenza della sua difesa e integrale applicazione. Un centro alternativo alla destra nazionalista e sovranista e distinto e distante dalla sinistra con le caratteristiche radicaleggianti del PD della Schlein e quelle del M5S.
Rimasto orfano di padre (caduto in guerra) Ugo Grippo a 9 anni, entrò nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco seguendo le orme paterne, infatti il padre era un ufficiale dei vigili del fuoco che non lesinava mai di aiutare il prossimo, un eroe dei nostri tempi, i suoi colleghi dell’epoca lo veneravano. Ugo Grippo riuscì a laurearsi, grazie al grande supporto amorevole della madre, in ingegneria. Frequentò l’Università di Napoli e strinse amicizia e collaborazione con il professore Renato Caccioppoli, luminare napoletano di matematica. Grippo decise di entrare nel mondo della politica aderendo alla corrente di sinistra della DC seguendo agli inizi Fiorentino Sullo e poi altri esponenti della sinistra della Democrazia Cristiana (Gullotti, Martinazzoli).