IL POPOLO

Politica

Mio padre Giovanni nacque a Paternò (Catania) il 16 giugno 1927 da Antonino Galloni e Luisa Bertazzoni. Mio nonno Antonino era andato in Egitto, presso parenti - a nove anni quando morì il padre Giovanni - per studiare matematica e, a 18 anni lo ritroviamo attivista anarco socialista e consigliere al comune di Paternò; in seguito fu assunto al ministero delle finanze e inviato al nord dove conobbe la futura moglie.
Sandro Fontana è stato una personalità poliedrica. Storico, intellettuale, politico, giornalista e statista. Nonché amministratore locale. Ma, soprattutto, docente universitario. Fontana, nato nel 1936 e scomparso nel 2013, è stato docente di Storia contemporanea all’Università di Brescia. Ha svolto un ruolo decisivo nella Democrazia Cristiana e, soprattutto, nella cultura e nella storia del cattolicesimo popolare del nostro paese. E non solo per i preziosi libri scritti o per gli incarichi politici ed istituzionali ricoperti. Senatore, Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica, Direttore de Il Popolo, Vice Segretario Nazionale della Dc e “ideologo” della sinistra sociale di Forze Nuove, la corrente che aveva come leader indiscusso Carlo Donat-Cattin.
Carlo Donat-Cattin è stato uno dei più autorevoli e qualificati leader e statisti della Democrazia Cristiana. Nato a Finale Ligure nel giugno del 1919, Donat-Cattin iniziò da giovanissimo il suo impegno pubblico. La deportazione dei genitori nei campi di prigionia tedeschi e la morte della madre in quella circostanza lo spinsero a combattere il fascismo come “Partigiano Bianco”. La sua concreta partecipazione alla resistenza avviene nel Canavese, in Piemonte, essendo stato assunto alla Olivetti di Ivrea prima come operaio e poi come insegnante presso il Centro Formazione meccanici. Divenne rappresentante del Comitato di Liberazione nazionale della componente Democratico Cristiana, attraverso la stampa del foglio clandestino “Per Il domani”.
Flaminio Piccoli nacque il 28 dicembre 1915 a Kirchbichl un paesino del Tirolo austriaco, dove la famiglia era stata internata allo scoppio della prima guerra mondiale. Morì a Roma l’11 aprile 2000. Fu deputato della Repubblica Italiana dal 1958 al 1992 e Senatore della Repubblica dal 1992 al 1994. Fu presidente del Consiglio Nazionale della DC, e due volt Segretario Politico. Dal 1970 al 1972 fu Ministro delle Partecipazioni Statali. Fu prevalentemente un uomo di partito che lavorò sempre per l'unità della Democrazia cristiana, con un forte pragmatismo e una visione moderata. Dal 1979 al 1984 fu europarlamentare.
Dopo il fallimento dei dioscuri incompatibili, Renzi e Calenda, alle recenti elezioni europee si è aperto un ampio dibattito, specie a sinistra, alla ricerca del centro perduto, da molti considerato fattore importante per costruire un’alternativa reale alla destra di governo. .... Importante sarebbe avviare sin d’ora, come stiamo facendo con il tavolo dei DC e Popolari organizzato dagli amici di Iniziativa Popolare, il progetto della nostra ricomposizione politica partendo dal NO alla “deforma costituzionale meloniana” e definendo in una prossima Camaldoli 2024 il nostro programma per l’Italia dei nostri tempi.
Mariano Rumor (Vicenza, 1915-1990) incominciò a far politica nel 1943 come esponente della Democrazia Cristiana nella Resistenza. Dal 1968 al 1976 fu per cinque volte presidente del consiglio, e, prima e dopo, ricoprì altri incarichi di grande responsabilità: due volte Mnistro degli Interni nel governo Andreotti e due agli Esteri nei governi Moro, Segretario della DC e, infine, presidente della delegazione italiana all’assemblea dell’Atlantico del Nord e della DC internazionale.
Se il Senatore Costante Degan brillò nel firmamento comunitario non c'è alcun dubbio che Egli trasse proprio dall'insegnamento cristiano la prima bussola orientatrice. Una traccia che non Lo fece tremare neppure quando la terribile e devastante malattia lo prese per mano e - senza neppure farlo riposare - lo traspose oltre la nostra dimensione umana.
Nella lunga storia politica dei cattolici italiani, dai popolari alla DC, accanto alle tre grandi tradizioni culturali in cui si identifica l’esperienza popolare (democratici, liberali e cristiano sociale) sin dall’Opera dei Congressi era presente la distinzione tra moderati conservatori e progressisti. Tale divaricazione assunse una profonda divisione all’interno del Partito Popolare di don Luigi Sturzo, tra quanto il sacerdote di Caltagirone indicava come strategia del partito nettamente alternativa a ogni collaborazione col fascismo, mentre Stefano Cavazzoni rispose positivamente all’invito di Mussolini di entrare nel suo governo da costituire dopo la fine del governo Facta dopo la marcia su Roma.
Valentina Magrin, la nipote di Tina Anselmi che cura sui social una pagina in sua memoria, ha trovato un vecchio appunto, privo di data, scritto a mano dalla zia. “Poche parole - osserva-, semplici ma molto attuali, che con piacere condivido con voi”: “Non dobbiamo essere intaccati – così scriveva Tina - da questa mistura del potere senza cultura valoriale ed etica”. Carlo Bianchini legge in queste parole tutta la saggezza di chi vede "oltre la siepe". Il post di Valentina ha poi risvegliato vecchi ricordi, come quello di Bice Pascasio: “Ho conosciuto tanti anni fa l’on Anselmi ad un corso del comitato civico alla Camilluccia a Roma e ne ho un ricordo straordinario”... Fondamentali per la sua formazione furono le teorie di monsignor Luigi Piovesana, uno dei teorici e diffusori della dottrina sociale della Chiesa tra gli operai che, già attivo durante il fascismo, organizzava giornate di studio e di preghiera per le impiegate e le operaie.
L’impegno politico di Alcide De Gasperi per la nascita dell’Unione Europea è stato essenziale anche se i risultati concreti del grande lavoro diplomatico che era riuscito a generare, si sono concretizzati dopo la sua morte. Il periodo in cui si concentra l’impegno dello statista trentino sul tema del federalismo europeo, vanno dagli anni 1948 al 1954, solo 6 anni in cui De Gasperi raggiunse degli obiettivi che già allora risultarono straordinari pur nella negativa esperienza della ratifica del Trattato sulla CED. La capacità diplomatica di discutere e giungere a delle decisioni condivise è un modo estremamente efficace per dare risposte concrete ad ogni questione emergente, ma soprattutto per cercare di trasformare delle sane utopie in nuove realtà.