IL POPOLO

Società

Intitolata a Federico Talami, autore di una puntigliosa cronaca amministrativa, la biblioteca civica di Abano Terme offre una conferenza di Mario Mancusi sugli affreschi di Villa Bugia e una riflessione a più voci su Giuseppe Ungaretti, “il nomade e l’eterno”, oltre ad un ciclo di film dedicati a Lauren Bacall. Ha curato però, in questi giorni, anche una breve ma partecipata presentazione del saggio di Francesco Jori su Marco Polo, sottotitolato “La vita è viaggio”. Pagine che ricostruiscono il percorso umano di Marco e propongono il ritratto di due delle maggiori potenze economiche dell’epoca. Francesco Jori ha presentato il messaggio di Marco Polo, “uomo non solo del suo tempo ma trasversale”, come l’incontro di due diversità. Quanto a Pietro d’Abano, esponente dell’umanesmo padovano qui ricordato con un istituto scolastico a lui dedicato e un monumento nel passeggio termale, egli parla del suo incontro con Marco veneziano avvenuto nel 1330.
Eccellente ed intensamente compianto” lo definisce Claudio Trezzani. “Barbadillo”, che si propone come laboratorio di idee nel mare del web, ricorda che Karl Evver (1964) è morto giovane e proprio nel giorno dell’anniversario della vittoria italiana nella Grande guerra, alla quale lui, che si diceva svizzero di origine, aveva dedicato un’opera d’arte: i suoi lavori, infatti, figurano nel catalogo di Saatchi. Ma Karl era anche fotografo, con scatti che vennero esposti all’Università Bocconi. L’anima, dunque, ora si è separata dal suo corpo, “questo vecchio e sciocco amico – scriveva Karl – con cui/in cui abito da così tanto tempo”. "C’era qualcosa in lui - rileva Elena Pontiggia - che amava nascondersi, a cominciare da quel Karl Evver che era un nome d’arte. Dietro la fisionomia tedesca si celava un’origine italianissima, anzi emiliano-lombarda: era nato a Piacenza nel 1964, sua madre era bergamasca e suo padre di Voghera”.
L’amico Francesco Zuin, bibliotecario in Abano, ci aiuta a ripercorrere la ricca bibliografia del compianto Luigi Urettini, che fu lungo esempio di serietà e passione di ricerca a noi tutti (come il canonico Bellicini lo fu di bontà e semplicità per d’Annunzio). Lo studioso trevigiano, scomparso nel’agosto del 2020, si occupò dunque del giovane Comisso e delle sue lettere a casa (1914-1920): ne scrisse per Francisci nel 1985 con prefazione di Silvio Guarnieri. Il volume, edito in occasione del 40° anniversario della morte di Comisso, raccoglie una decina di saggi apparsi in riviste di storia locale – come “Venetica” e “Terra d’Este” – o in atti di convegni. “Se non già una biografia – osserva Isnenghi – , si possono considerare materiali utili e passaggi necessari per una ricostruzione a tutto tondo”.
La pasta al pomodoro di Saba, i cannelloni del Vate, gli spaghetti freudiani di Luca Goldoni. Quel che più splende nella memoria dello scrittore Umberto Saba, ormai anziano, è un piatto di pasta al pomodoro che gli venne servita da Rocco Pesce. Si trattava di una minestra sontuosamente condita che al giovane triestino, che allora aveva appena vent’anni, apparve come una purpurea meraviglia. “Quel piatto – ancora vivamente ricorda – sembrava una bandiera trionfale”. Era semplicemente preparato all’uso meridionale ma il candido Umberto, rapito, pensò addirittura che fosse una nuova invenzione (l’ennesima) dell’Imaginifico: il Bianco immacolato signore di cui fu ospite nella memorabile settimana dannunziana della sua giovanezza.
Il campo dei Fratelli d’Italia era occupato e, bisogna dirlo, con un certo perdurante successo. Così il Consiglio della Provincia autonoma di Trento ha deciso di dedicare il suo calendario per l’anno 2024, “dedicato alle figure femminili nella storia, nelle arti, nelle scienze e nella società della nostra provincia”, alle... Sorelle del Trentino. Un calendario di sole donne – ecco di che si tratta – ma non riservato ai soliti camionisti, barbieri e gestori di autorimesse, destinatari abituali di analoghi prodotti.
“Nel Novecento - scrive don Marcello Farina nel suo Pane (un libro de “Il Margine” spezzato con Piergiorgio Cattani) - il pensiero sulla nascita arriva ad assumere un posto importante nella filosofia, quando questa disciplina si apre, per così dire, anche alle donne”. Prima avevamo un’infinità di pensieri sulla morte, quasi nessuno sulla nascita. Era come se ci fossimo dimenticati del momento iniziale della nostra vita....Nella storia della filosofia – conferma Francesco Agnoli – si può intravedere in germe una filosofia della nascita, che può contare sugli apporti di Hannah Arendt e Maria Zambrano. Gli uomini, suggerisce proprio la Arendt, non sono nati per morire, ma per incominciare. Sono esseri natali. Anche il perdono ha qualcosa di miracolosamente natale.
I dipinti di Carlo Pederzolli (1923-2005) sembrano oggi assai apprezzati dal pubblico dei social. Nel centenario della sua nascita il loro autore, di formazione autodidatta, ben meriterebbe dunque un ricordo della sua città – Riva del Garda - che lo vide protagonista di una personale assieme a Romeo Chiesa nel febbraio del 2002, presso la vecchia Galleria Craffonara. Ma Pederzolli, socio di lunga data del Gruppo Amici dell’Arte di Riva e sempre presente alle iniziative dell’associazione, partecipò a numerose manifestazioni artistiche, nazionali e regionali.
“Uno scienziato che guardava al futuro”. Nel bicentenario della nascita lo han presentato così, in due giornate di studio, padre Alessandro Serpieri, che a Rimini ha intitolati una via del centro storico e un liceo: “una scuola – ha precisato l’assessore comunale alla cultura – molto importante del tessuto scolastico cittadino, e che da cento anni porta quel nome”. Del resto – ha ricordato la contessa Beatrice M. Serpieri – “Rimini ritorna sempre nella nostra famiglia, mentre non c’è una sommossa risorgimentale dove non ci sia un Serpieri”...Da astronomo Alessandro Serpieri si occupò di eclissi, luce zodiacale, aurore polari e stelle cadenti, di cui determinò alcune radianti. La parola ritorna in sismologia nella sua nozione di “radiante sismico”. È un esempio dell’eclettismo illustrato da Flavio Vetrano, dell’università di Urbino “Carlo Bo”, secondo cui Serpieri introdusse tra i primi il concetto di estetica delle scienze. “Come vi è un’estetica delle arti e delle lettere, così io credo di poter ammettere un’estetica delle scienze”.
Il sodalizio velico rivano nasce nel 1928 da una costola della società sportiva Benacense ed ha da subito una forte impronta dannunziana. In sede peraltro è ancora gelosamente custodito, come fosse una reliquia, il guanto bianco che Gabriele d’Annunzio dimenticò in occasione della sua visita rivana nel 1937, nonché il Calice dell’Orbo veggente da lui regalato.
Alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne contiamo la 105esima vittima, ma contiamo anche il 105esimo carnefice, vittima di un analfabetismo sentimentale che lo ha portato a credere di poter disporre della vita altrui, negando di fatto quella cultura del rispetto che dovrebbe stare alla base di qualsiasi relazione umana. Dobbiamo continuare ad assistere a questa strage? A contare senza poter immaginare se e quando la conta finirà?”, si domanda Patrizia Pilato, dirigente della Democrazia Cristiana in Sicilia.