IL POPOLO

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È stato presentato a Riva del Garda, nella rinnovata cornice di Palazzo Martini, l’ultimo numero (il 112, nientemeno!) della rivista trentina Judicaria, numero interamente dedicato all’Alto Garda e alla Valle di Ledro ed incentrato in particolare proprio su Palazzo Martini, presentato da Graziano Riccadonna quale “perla neoclassica di Riva” in un quadro storico d’integrazione tra nobili e borghesi. In questo numero di Judicaria non manca un ricordo di Attilio Mazza, che fu giornalista, scrittore, dannunzista e critico d'arte. Vittorio Messori, che più di tutti lo capì, accenna al suo amore geloso e dolente per il lago, aggredito fin quasi a determinare un “sacco del Garda”. La sua ultima, sfortunata ma non inutile battaglia, fu contro lo stravolgimento del Vittoriale. Tra i personaggi evocati in questo numero, anche Osvaldo Dongilli colle sue utopie, Ivo Bertamini con la passione per l’oliva e Lucio Pinkus, dipinto come l’ultimo arameo errante.
L’Istituto Paolo VI di Brescia ha deciso di conferire il Premio internazionale Paolo VI al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La consegna del riconoscimento dalle mani di papa Francesco avverrà il 29 maggio, giorno dedicato alla memoria liturgica del santo di Concesio. Andrea Riccardi, membro del comitato scientifico dell’istituto, ha precisato che tale scelta è maturata per “una consonanza, una continuità tra queste due figure, pure lontane nel tempo e con curve esistenziali estremamente diverse”. L’evento non è passato certamente inosservato dalle parti del movimento dei Focolari, che com’è noto vede in papa Montini un padre e in Mattarella una sorta di fratello maggiore.
Per erigere il Grand Hotel Regina (all’inizio Hôtel Meublé, poi Hotel Regina e Simplon) si scelse nel 1911 “l’area su largo Roma dove abitualmente si esibivano le compagnie circensi, che facevano tappa a Salsomaggiore nel corso della stagione termale”, riferisce Roberto S. Tanzi, prolifico ricercatore che sa tutto di Salso. Ecco, ben presto, apprestarsi i saloni da pranzo, da conversazione e da ritrovo, mentre nel 1931 verranno aggiunti i reparti termali “per le cure salsoiodiche con gabinetto per visite mediche, sale per polverizzazioni, inalazioni, irrigazioni e venti camerini per bagni e fanghi”.
Se fosse stato un cantante, che cantante sarebbe stato don Roberto Marchesoni? Io credo un cantante confidenziale, come chiamavano allora quelli che precedettero gli urlatori. Un prete che amava la dimensione “a tu per tu”, cara a cara, il colloquio intimo e continuativo. Si potrebbe definirlo un padre spirituale, se ancora ne esistono, come lo fu padre Agostino da San Marco in Lamis per padre Pio da Pietrelcina.
In questi giorni sui mezzi di comunicazione di massa si è sviluppato un aspro dibattito sul richiamo fatto da un ministro al concetto di sostituzione etnica, ritenuto da molti, specie dalla sinistra, espressione di razzismo. Chiunque conosca un po’ di sociologia o di politologia sa che il concetto di etnia è comunemente impiegato a designare una condizione delle aggregazioni umane.
La regola della condotta morale non dipende dal legislatore, e in effetti la coscienza cristiana denuncia l’aborto come assolutamente contrario alla ragione. “Su questo punto – affermano i presuli francesi - la Tradizione cristiana è chiara, ferma e costante”. La vita umana non appartiene ad altri, nemmeno ai genitori o, tantomeno, allo Stato, e neppure a se stessa.
Ritengo che la questione educativa sia un tema di importanza vitale per la nostra società. Tenterò di portare qualche contributo sul tema, convinto che il testo della Costituzione Italiana costituisca uno strumento impareggiabile per la formazione della coscienza civile dei cittadini. Una domanda è d’obbligo: come è possibile che il livello di educazione civile in Italia sia caduto così in basso?
All’amico pittore Hans Thoma il professor Henry Thode scrive: “Sembrano ritornati i tempi del paradiso terrestre”. Tra i grandi ospiti della riviera bresciana c’è anche lo scrittore Paul Heyse, che “nel dolce ozio di Salò sul Lago di Garda” legge Una vita di Italo Svevo. “Ricevo spesso - gli scrive - omaggi letterari dall’Italia”. Utile a comprendere le due grandi stagioni della nota località gardesana è un contributo di Attilio Mazza su “Gardone Riviera stazione climatica invernale mitteleuropea” (1883-1915)
Come storico della cucina Maffioli scrisse dodici dettagliati libri di gastronomia, fra cui La cucina padovana. Nel 1981 “Bepo” codificò per la prima volta l’identità storica del tiramisù. Come attore cinematografico ricoprì il ruolo di caratterista in alcuni film di successo: ne Il commissario Pepe (1969, con Ugo Tognazzi) interpretò il personaggio del rancoroso mutilato di guerra Nicola Parigi; nel 1971 fu attore ne La moglie del prete, film con la regia di Dino Risi che fu girato anche ad Abano. Nel 1973 prese parte al film La grande abbuffata di Marco Ferreri nel ruolo dello chef. Una figura da riscoprire perché dimenticata troppo in fretta. Il Veneto gli deve molto, la stessa cultura italiana gli deve molto. Attore, autore televisivo, storico della cucina, maestro elementare attento agli emarginati e giornalista venne riscoperto lo scorso anno in occasione dei 50 anni della legge 1097/71 “Romanato-Fracanzani”.
“Questo è il mio paese, il paese dei barcari”, dice Gianfranco Turcato di Battaglia Terme. A Battaglia, alla sagra del Pigozzo, si mangiano uova sode e si beve il vino dei Colli. Poi si acquistano i cuchi, uccelletti di terracotta vivacemente colorati che emettono un suono caratteristico a imitazione del verso del cuculo.